L'arco : il riser e i flettenti

Iniziamo ad esaminare le singole parti dell'arco ed i suoi accessori, tenendo presente che:

tutta l'attrezzatura dell'arciere e' un compromesso tra utilità, effetto e caratteristiche individuali, senza ignorare il costo;

prima di montare un accessorio è indispensabile leggere il regolamento della propria federazione e controllare se è ammesso o se esistono limitazioni nell'uso o nelle dimensioni; (a puro titolo di esempio si può citare: il rest, non ammesso sui longbow o il mirino che, per la Fiarc, "non deve superare la distanza di cm. 12,5 dalla faccia posteriore dell'arco, ecc.)

L'arco:

cominciamo a distinguere tre tipi di arco:
quello smontabile, detto take-down
e la sua derivazione recente : il compound,
entrambi formati da un riser e due flettenti separabili
e quello costruito in un pezzo unico, generalmente in legno.

Pur non sottovalutando la bellezza dell'arco costruito in un pezzo unico, la maggior parte degli arcieri, per praticità di trasporto e per la maggior precisione ottenuta grazie all'introduzione di nuovi materiali, che vedremo in seguito, preferisce il take-down o il compound.

Seguiamo quindi questi ultimi casi e completiamo le informazioni che sono state fornite finora.

Il riser

Esistono tre gruppi di riser:
quelli in legno, in genere archi storici o archi scuola;
quelli in metallo, generalmente leghe leggere, non regolabili;
regolazione potenzaquelli in metallo con possibilità di modificare l'angolazione dei flettenti, e quindi la potenza (in questa categoria rientra la quasi totalità dei compound).

Nel caso di take-down, la potenza dichiarata e indicata sui flettenti è generalmente riferita ad arco scarico e la variazione in aumento non supera il 5% (cinque per cento); comunque non è una regola fissa e deve essere verificata al momento dell'acquisto.

Nel caso di compound, l'abitudine è di indicare la potenza massima e la potenza minima ottenibile.

Sempre nella maggior parte dei casi, la modifica dell'angolazione dei flettenti e quindi la modifica della potenza dell'arco si ottiene tramite una vite che agisce sull'attacco dei flettenti; nulla vieta comunque che venga utilizzato un sistema diverso; per esempio: la Yamaha utilizza delle piastre di diversa altezza da inserire nell'alloggiamento del flettenti.

Se come si suppone in queste pagine, state iniziando a tirare con l'arco, ed avete acquistato un arco a potenza variabile, vi consiglio di utilizzarlo alla minima potenza per poi eventualmente aumentarla gradualmente.
Deflesso/RiflessoUn'ulteriore distinzione tra i riser, che si trova quasi esclusivamente nei compound, è quella tra riflessi e deflessi.
Si parla di arco deflesso quando la distanza arco-corda (misurata al punto di pivot) maggiore del tiller medio; si parla di arco riflesso quando il tiller medio maggiore della distanza arco-corda.
Indicativamente, si può riprendere quanto consigliato dai costruttori: l'arco deflesso è suggerito per tiratori alla targa e che, di conseguenza, richiedono una maggior precisione a scapito della velocità di uscita della freccia; l'arco riflesso è suggerito per tiratori 3D e in genere quando la distanza del bersaglio non è dichiarata, in quanto la maggior velocità della freccia permette un tiro più teso e un posizionamento del mirino "un po' più approssimativo". Genericamente, si dice anche che l'arco riflesso è più difficile da controllare.

Provare per credere!!

E' stato commercializzato da pochi mesi un riser in carbonio, quindi sicuramente più leggero dei riser attuali; per il resto ... bisogna attendere.

Finestra e gripAltre "piccole" differenze sono determinate dall'ampiezza della finestra, dalla gamma di tipi di grip accettati (impugnatura) e, tra i riser in lega metallica, il metodo di fabbricazione: fusione, pressofusione, fresatura (i più moderni e precisi), nonché, in casi molto rari, la possibilità di modificare il center-shot spostando verticalmente o orizzontalmente il berger.

I flettenti.

Se si potesse attribuire una diversa importanza ai vari componenti dell'arco, sicuramente attribuirei quella massima ai flettenti e alla loro qualità.


Parlando di qualità dei flettenti si deve intendere la loro capacità di restituire la maggior parte della potenza accumulata nella fase di trazione e di mantenere costante questa resa nel tempo.

Un altro fattore importante è la progressività nella potenza accumulata dai flettenti durante la trazione che deve essere la più simile possibile al primo grafico piuttosto che al secondo, specialmente per arcieri con allungo diverso dai fatidici 28 pollici.

I flettenti si distinguono soprattutto in base al materiale usato per costruirli:

Ritengo che le altre differenze riscontrabili: spessore, larghezza, forma del punto in cui si posiziona la corda, ecc. siano da considerare come assolutamente marginali per l'arciere (ma non modificarli tu !!!)


pagine ideate e realizzate da Attila (Attilio Bossi) - tutti i diritti sono riservati