Il mirino

In un mercato dove i costi dei mirini vanno dalle 15.000 lire ( 8 euro) alle 500.000 lire (250 euro) e oltre, guardiamo innanzitutto cosa è un mirino e cosa prevede il regolamento.

Dal vocabolario:
"Dispositivo ottico per la determinazione della linea di mira (a specchio, a traguardo)"

Dall'enciclopedia:
tipi di mirino:

Dal regolamento Fitarco

Per l'arco nudo:
E' VIETATO L'USO DI QUALUNQUE TIPO DI MIRINO O CONTRASSEGNO.

Per l'arco olimpico:
un mirino o un contrassegno sull'arco sono ammessi, ma non si potrà mai usare più di uno di questi dispositivi. E' consentito l'uso di un solo mirino applicato all'arco allo scopo di prendere la mira che permetta una regolazione sia orizzontale sia verticale.
E' soggetto alle seguenti condizioni:
non dovrà incorporare un prisma, delle lenti o altro dispositivo di ingrandimento o di livellamento, o dispositivi elettrici o elettronici, e non dovrà offrire più di un punto di mira.
E' permesso l'uso di una prolunga alla quale fissare il mirino.
Sull'arco si potrà montare una piastrina o un nastro con i segni delle distanze come guida per la marcatura, ma ciò non deve in alcun modo costituire un aiuto supplementare alla mira.

Per il compound
Un mirino applicato all'arco ai fini della mira che permetta una regolazione sia orizzontale che verticale, e che può incorporare anche un dispositivo di livellamento e/o lenti d'ingrandimento e/o prismi.
E' ammessa una prolunga alla quale fissare il mirino.
Non sono ammessi dispositivi elettrici o elettronici.

Il Regolamento Fiarc.

In alcuni casi (dipende dalla classe) ammette un mirino da caccia con un massimo di cinque punti fissi di mira, il più lontano dei quali non deve superare la distanza di cm. 12,5 dalla faccia posteriore dell'arco.
I punti di mira non devono mai essere spostati durante una gara.
Il mirino non deve incorporare prismi, lenti, livelle, apparecchi elettrici od elettronici.
N.B. spesso i pin dei mirini da caccia sono protetti da un elemento metallico a U; alcuni arbitri attribuiscono a questa protezione il valore di due punti fissi di mira (quindi equivalente a due pin).

Cerchiamo quindi di identificare cosa è indispensabile e cosa è utile.


Supponendo di tirare sempre alla stessa distanza, sarebbe sufficiente fissare all'arco un oggetto qualsiasi che funga da punto di riferimento: in pratica un pin, che può essere costituito da un fiammifero, da uno spillo con capocchia abbastanza grande da essere ben visibile; oppure una barretta o un pezzo di filo di ferro al termine del quale ci sia un anellino; un po' più sofisticato è l'anello all'interno del quale si scorge un pin. Potete poi sbizzarrirvi a sostiturire l'anello e il pin con oggetto di altra forma: a croce, a V, ad anello doppio, ecc. ma vi accorgerete che la sostanza non cambia.

Se fissiamo questo oggetto in modo che non si sposti durante il tiro, abbiamo tutto ciò che è indispensabile.

In effetti, se fissiamo più pin in diverse posizioni corrispondenti all'alzo necessario per tirare a diverse distanze, abbiamo costruito il mirino descritto dal regolamento Fiarc (detto: mirino da caccia)

Questo sofisticato mirino denominato "3 D Supreme", della Hoyt è la traduzione tecnica di 3 fiammiferi posti ad una certa distanza dell'arco. L'affermazione è un po' semplicistica ma proooovare per creeeedere ! (e non ci crederete mai !!!)

Purtroppo, questo artigianale tipo di mirino ha due limiti:
non ci permette di mirare, tramite lo stesso riferimento, a distanze diverse;
non ci permette di utilizzare un tipo di freccia diverso da quello per il quale l'abbiamo posizionato poiché la freccia traccerebbe una diversa parabola, con effetto paragonabile ad una distanza diversa e per la differenza di flessibilità dell'asta (argomento che affronteremo parlando di frecce).
Per ottenere queste variazioni abbiamo bisogno di poter scorrere il nostro punto di riferimento in orizzontale e, per tiratori Fitarco, abbiamo bisogno di spostare il contrassegno in verticale (modifica dell'alzo per mirare a distanze diverse); nel caso della Fiarc, ricordo che è possibile posizionare fino a cinque pin corrispondenti a cinque diverse distanze e calcolare l'alzo delle misure intermedie per approssimazione.
Infine, per i soli tiratori Fitarco (quelli Fiarc, in pratica, fissano il mirino alla massima distanza prevista dal regolamento), è utile poter variare la distanza del riferimento dall'arco; direi indispensabile per i tiratori compound con diottra a lente; ancora di più se portano gli occhiali.

Più avanti tratteremo anche come determinare la migliore distanza diottra/arco.


versioni in commercio :

per ricurvo

per compound

Possiamo ora elencare le caratteristiche che deve possedere un mirino (per tutte le Federazioni):
  • un riferimento costituito da una o più diottre o pin della forma che preferite (è difficile trovare in commercio mirini costituiti da più anelli mentre è normale trovarli con più pin);
  • possibilità di regolare orizzontalmente la diottra o i pin, in modo micrometrico;
  • possibilità di regolare i vari pin a diverse altezze o di spostare in verticale la diottra singola sia velocemente per spostamenti di vari centimetri sia in modo micrometrico per piccolissimi spostamenti (un millimetro o meno);
  • possibilità di fissare le regolazioni effettuate in modo che non subiscano variazioni durante il tiro (in genere, una vite di fissaggio per la regolazione orizzontale e una per la regolazione verticale).
A queste caratteristiche l'esperienza suggerisce di aggiungere la leggerezza, per non appesantire inutilmente il vostro arco anche se è bene precisare che la leggerezza non deve andare a scapito della stabilità complessiva del mirino e che un arco compound ha bisogno di un mirino e di viti di fissaggio più robusti di un arco ricurvo.
Inoltre, per i tiratori Fitarco, è necessario che il mirino disponga di una barra per la regolazione della distanza della diottra o del pin dall'arco.

Infine, due considerazioni personali:
è bene che la barra di scorrimento verticale sia utilizzabile per un'altezza di 10-12 cm; un'altezza maggiore vi porterebbe le estremità della barra sopra l'alzo per la distanza minima (circa 10 metri, entro i quali si può considerare che la freccia voli in linea retta) o sotto la freccia e quindi in un punto dove non ha senso posizionare il mirino in quanto coperto alla vostra vista dalla freccia;
non ci sono invece limiti per la lunghezza della barra distanziatrice ma le lunghezze in commercio: tra 8 e 13 pollici sono sufficienti per una buona regolazione; comunque, se potete scegliere tra diverse lunghezze, acquistate la più lunga; potete sempre avvicinare la diottra se risulta troppo distante, mentre non è possibile il contrario.


Distanza della diottra dall'arco
Uno dei motivi per cui è opportuno modificare la distanza tra arco (e quindi anche occhio) e diottra è la conseguente variazione della zona visibile attraverso la diottra (o la zona d'ombra creata dal pin).
Scusandomi con gli oculisti per le imprecisioni, nel disegno è raffigurato l'effetto prodotto da un foro posto a due diverse distanze.
Lo stesso effetto si ottiene comunque con la diottra, anche se l'occhio (o gli occhi di chi tira con entrambi gli occhi aperti) vedono una zona molto più ampia; ma a noi interessa solo la zona visibile all'interno della diottra.
In generale, si può affermare che minore è la zona del bersaglio visibile attraverso la diottra (o la zona d'ombra creata dalla punta del pin) maggiore è la precisione della mira.
E' importante però non esagerare né in un senso né nell'altro.
Il cono della figura 1 non vi permette di capire se siete nel centro del bersaglio in quanto la linea di separazione della zona del nove da quella del dieci è difficilmente distinguibile alle distanze medio/lunghe, e questa distanza dipende anche dalla qualità della vostra vista.
Il cono della figura 2, che incorpora una parte del rosso, vi permette di mirare con due diverse tecniche contemporaneamente: concentricità dell'anello della diottra con il cerchio del giallo della targa e sovrapposizione del punto di mira del pin con il centro del bersaglio.
Altrettanto importante è la quantità di luce che passa attraverso la diottra e la conseguente visibilità del bersaglio.
Una nota ulteriore merita la diottra a lente dei compound, specialmente per tiratori con occhiali.
Spesso si sentono tiratori di compound che affermano di vedere il bersaglio "sfuocato"; è sicuramente vero, poiché una qualunque lente è costruita per la messa a fuoco basandosi su due distanze: la distanza dall'occhio e la distanza dell'oggetto da osservare .
Bisogna quindi cercare la distanza che permette la visione del bersaglio più nitida possibile alle varie distanze; per i tiratori occhialuti è necessario che questa ricerca sia effettuata indossando gli occhiali che si useranno in competizione.
Controllo del corretto montaggio del mirino.

Dopo aver montato il mirino è bene verificare che le barre di scorrimento verticale e orizzontale si trovino montate realmente nella posizione prevista, cosa che potrebbe essere non vera sia a causa di un non perfetto montaggio che a causa di imprecisioni della sede di montaggio del mirino sul riser (fatto assolutamente certo negli archi Eolla in conseguenza della loro forma),
Controllo della barra di scorrimento verticale
Posizionate un paglione da 130 cm. a 4/5 metri e posizionate il vostro mirino per tiri alla distanza di 10 metri.
Fissate un bersaglio a pochi centimetri dal bordo inferiore (compatibilmente con la vostra precisione) e tirate la prima freccia; secondo il numero di frecce di cui disponete, spostate la diottra in basso di un centimetro o un centimetro e mezzo circa e tirate un'altra freccia; proseguite fino ad aver terminato le frecce ed essere arrivati al limite inferiore della barra di scorrimento verticale.
Utilizzando un filo a piombo, controllate quale dei tre casi illustrati a lato descrivono meglio la posizione delle frecce scagliate.
Se avete dei dubbi sulla precisione dei vostri tiri, ripetete la prova fino ad esserne convinti.
Se le frecce si presentano come illustrato per il caso A significa che la barra di scorrimento è veramente posta in verticale.
Se le vostre frecce seguono casualmente un po' un caso e un po' l'altro ...... riprovateci quando la vostra tecnica sarà migliorata.
Se le frecce si presentano come nei casi B o C, avete fissato il mirino in modo che la barra si presenta obliqua come la linea che passa tra le frecce che avete tirato oppure siete voi che durante la fase di tiro inclinate l'arco e, di conseguenza, la barra di scorrimento verticale del mirino. Quale sarà la verità ??? a Voi l'ardua sentenza !!!

Controllo della barra di scorrimento orizzontale.
Rimettiamo paglione e bersaglio come descritto per la prova precedente. Posizioniamo la diottra alla distanza maggiore possibile dall'arco e tiriamo la prima freccia con il mirino a dieci metri, come nel caso precedente.
Avviciniamo la diottra all'arco progressivamente, senza spostarla lungo la barra verticale e tiriamo le altre frecce di cui disponiamo.
Ci troveremo nuovamente in una delle tre situazioni sopra descritte.
Intanto, se non lo sapevate già, abbiamo scoperto che si può variare l'alzo anche avvicinando la diottra all'arco (o allontanandola).
Di nuovo, se vi trovate nel caso A, va tutto bene; se vi trovate nei casi B o C significa che le due estremità della barra distanziatrice non sono parallele alla linea che corre tra l'asse centrale del vostro arco ed il bersaglio.
Nel caso B le due linee sono convergenti, nel caso C sono divergenti.


Tipi di diottra
In commercio, potete trovare vari modelli di diottra e, nella maggior parte dei casi, la scelta è un fatto più personale che con motivazioni tecniche.
Si può tentare di distinguerle osservando gli utilizzatori abituali:
A) pin, per simulazione di caccia e per bersagli a forma non circolare;
C e F) se il disegno è impresso sulla lente, sono adatte a tiratori alla targa con compound (e nel caso di lente, solo per loro); se il disegno è realizzato con fili trasparenti attaccati all'anello ma senza lente, per tiratori alla targa di arco olimpico;
E) per tiratori alla targa; il pin aggiunto, che nel disegno sale dal basso, può essere posizionato in uno qualunque dei quattro tratti che formano una croce, a propria scelta e meglio se dopo aver fatto dei test;
D) per tiratori alla targa quando il bersaglio è costituito da cerchi concentrici ben distinti o di colori diversi, come nel caso dei bersagli Fitarco; in questo caso si parla di mira per sovrapposizione di cerchi, che è un fatto spontaneo; personalmente ne consiglio l'uso per il tiro alla targa quando la vista comincia a ... non essere più quella dei vent'anni;
B) grazie alla sua forma particolare è mediamente valida per tutte le specialità; (io ritengo che sia la migliore per le gare Fitarco di Hunter & Field).

Conclusione assolutamente personale
Le caratteristiche più importanti di un mirino sono:
- la robustezza,
- la leggerezza,
- la possibilità di regolazione micrometrica e
- se è anche semplice da regolare, tanto meglio.
Per quanto riguarda il tipo di diottra, provatene più che potete (in una compagnia di tiro con l'arco ne troverete di tutti i tipi e misure), poi scegliete quella che è meglio per voi e sostituitela a quella che vi hanno dato col mirino (se necessario).
Ricordatevi che, di tutto il mirino, è la cosa che più vi aiuterà a mirare .... per non dire l'unica !
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