Il clicker
Una delle cose fondamentali nel tiro con l’arco è quella di riuscire a tenderlo sempre nello stesso modo (o per meglio dire: sempre nella stessa misura) per ottenere sempre la stessa spinta al momento del rilascio.
L’unico modo che abbiamo per "vedere" se tendiamo l’arco nella stessa misura è quello di chiedere ad un amico di guardare dove si trova la punta della freccia quando siamo arrivati ai contatti e "ci fermiamo" quell’attimo che serve a perfezionare la mira e "decidere di rilasciare" la freccia.
I puristi non saranno d’accordo con le affermazioni "fermarsi" e "decidere di rilasciare" ma questa è l’impressione che si ha guardando un arciere e quindi, per quel che ci serve, accettiamo questi termini.

Non molti anni fa’ un arciere solitario (o forse un arciere il cui amico era stanco di controllare la misura della trazione) ebbe un’ispirazione: mise una lamella metallica leggermente elastica sulla parte interna della finestra dell’arco, al limite della faccia esterna del riser e fece passare la freccia tra la lamella e il riser. Con l’aiuto di uno specchio oppure dopo aver giurato all’amico che sarebbe stata l’ultima volta che gli chiedeva di guardare dove si fermava la freccia, regolò pian piano la lunghezza della freccia finché questa, dopo che l’arciere aveva raggiunto la sua posizione abituale al momento dell’ancoraggio, non si fermò con solo un paio di millimetri di punta sotto la lamella.
Prese la mira, spostò indietro mano e braccio della corda finché la lamella non lasciò libera la freccia appoggiandosi completamente alla finestra e producendo l’inevitabile suono di due metalli che si toccano violentemente e a quel punto rilasciò la freccia.

Da buon inglese o americano chiamò quella lamella che faceva "click": clicker.

Da solo, il nostro arciere proseguì nelle prove affinando sempre più la tecnica e modificando millimetricamente la posizione del clicker fino ad ottenere un gesto fluido ed automatizzato.
Da quel momento, la sua precisione sull’asse verticale migliorò sensibilmente perché il suo arco restituiva sempre la stessa potenza o, comunque, ogni freccia riceveva una spinta "uguale" a quella della freccia precedente; le variazioni erano date "solo" da differenze nel rilascio.
Aveva inventato "l’indicatore di allungo" che permette all’arciere di tendere l’arco in misura costante tra una freccia e l’altra.
Da allora,

  • la funzione del clicker non è cambiata,
  • il modo per posizionarlo correttamente non è cambiato (ripetere quanto sopra descritto),
  • la sua forma è rimasta sostanzialmente immutata anche se ne hanno inventati di vari tipi.
Di nuovo, qualcuno vi dirà che l'invenzione del clicker è frutto di studi di una nota casa americana produttrice di archi e non di ... un arciere solitario ... ma io preferisco pensarla così .. !!!

Ricapitolando:
il clicker è un oggetto posto solitamente sul riser che indica l’avvenuto raggiungimento di un allungo ritenuto ottimale per il singolo arciere.

Come si usa:
si tende l’arco facendo scorrere la freccia sotto il clicker e quando esso è scattato, si verifica di essere in mira e, prima che la muscolatura ceda con conseguente perdita dell’allungo ottimale, si rilascia la freccia;
l’abitudine di alcuni arcieri di rilasciare la freccia "al suono del clicker" può causare il rilascio in un momento in cui non si è in mira se, per stanchezza o altro, si va in sovrallungo.

Al momento dell’acquisto:
verificate che sia abbastanza elastico da non spingere la freccia verso la finestra tanto da far rientrare il pistone del berger e modificare la posizione del center shot.

E adesso, montatelo e ripartite da 5 metri.

Ah, ... dimenticavo ... dovrete sicuramente accorciare le frecce e, probabilmente, diventeranno rigide e dovrete cambiarle; non lo sapevate ???
Beh, ... adesso ve l'ho detto !!!


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